| E faccio una fatica da matti per non piangere
?(Jack Anima)Vi voglio bene, ha detto.E poi rimasta l, sulla porta, con la mano a mezza altezza come se tenesse?qualcosa sul palmo.E il suo volto si decorato con una lacrima piccola che si fermata appena sotto l'occhio, brillante e unica.E poi ha ripetuto Lo sapete che vi voglio bene?.Ha preso un fazzoletto stropicciato dalla tasca per asciugarsi sotto gli occhi.?Mio fratello ha continuato in fretta?a scendere le scale e io mi sono fermato sul pianerottolo.Ci siamo guardati, io e lei.Sarei dovuto restare ancora un altro po', ma sono andato via, scendendo le scale, anch'io?di fretta.Eravamo appena stati a casa di mia nonna, una donna di quasi ottanta anni.Avevamo parlato delle solite cose, quelle che fanno piacere a mia nonna; il lavoro che va bene e la salute che non da preoccupazioni, che andavamo a messa la domenica (anche se non era vero), le buone condizioni?del pancreas?di nostro padre.Tutto bene, nonna, tutto bene .
Arrivati fuori al portone, mio fratello salito in macchina; io ho preferito andare verso a casa, a piedi.Vieni con me? , ha detto lui.Vado a piedi, ho risposto io.Fuori piovigginava, un misto tra pioggia e umidit.Tirava un leggero vento da nord, quello che ti fa pensare Ecco il tipico vento che ti penetra nelle ossa, e cos stato.Sentivo gi la schiena farsi pi rigida e il collo come cigolare, incriccarsi,?la mandibola rigida?limitarsi nei movimenti, i capelli umidi.Ho messo le mani in tasca e ho accelerato il passo verso casa.Vi voglio bene!, ho risentito, come vera, la voce di mia nonna e da quel momento in poi ho fatto una fatica da matti per non piangere.Aveva detto quella frase in modo strano stavolta, in modo diverso dalle altre volte.E anche il viso si era immobilizzato su una strana espressione.Avevo la sensazione che quelle potessero?essere le ultime parole di mia nonna.Uno se le sente queste cose.Successe cos anche con mio nonno.Giuro che era lo stesso presentimento, per questo avevo voglia di piangere.Il giorno prima della sua morte, io stavo dormendo.Erano le prime ore del pomeriggio e mi stavo riposando.Lavoravo solo la mattina in quel periodo.Non che stessi dormendo davvero; che stavo in dormiveglia profondo.Mio nonno abitava in un altra casa, a qualche chilometro dalla mia.Da qualche mese la sua salute era peggiorata e oltre al polmone destro, ormai inutilizzabile dal tempo delle seconda Grande Guerra, anche l'altro cominciava a dare problemi seri.Ho visto mio nonno avvicinarsi al letto e che mi sorrideva, la bocca che si muoveva, ma non sentivo nulla.Poi si seduto sul letto e mi ha accarezzato la fronte proprio come quando da piccolo avevo la febbre alta. Ho aperto gli occhi e lui non c'era pi.Avevo da fare parecchie cose in quel pomeriggio, avevo in ballo un trasloco e avevo diversi impegni.Tolsi tutto e tutti dalla testa e andai a trovare mio nonno.Lo trovai sulla sua poltrona preferita, quella sulla quale passava ormai molte ore della giornata.Aveva lo sguardo verso il soffitto e la bocca aperta per arieggiare di pi i polmoni.Aveva il respiro affannato e si sentiva il raschiare del catarro.Mi avvicinai e dissi Ciao Nonno.Lui emise un suono che interpretai come un saluto.Gli accarezzai la mano, sistemai meglio la sua coperta a quadroni sulle gambe?e andai in cucina.Come sta oggi?, domandai a mia nonna.Come sta?Non so dirti se meglio o peggio.Alcune volte sembra meglio, altre, peggio.Ieri sera si addormentato senza riconoscermi, diceva chi sei tu?chi sei tu?Poi stato qualche minuto con lo sguardo assente e poi si addormentato bofonchiando.Penso sia un problema di ossigenazione del cervello, me l'aveva detto anche il medico.E' strano vederlo cos.Forse non sono pronta a questo, a volte ho paura quando non mi riconosce, rispose lei.Mi affacciai al salotto e lo vidi immobile con gli occhi?sbarrati verso il soffitto; solo il muoversi lento del suo cardigan, mi dava?quella certezza che mi faceva stare tranquillo.Cosa cucini, nonna?, dissi io.Ho preparato un brodino per tuo nonno, spero lo mangi.Ieri ha bevuto solo un po' di latte e caff.Avrebbe bisogno di mangiare un po'.Per me sto preparando un po' di carne e patate lesse, disse lei.Cosa dice il medico, oltre al fatto dell'ossigenazione del cervello?, ho chiesto.Mia nonna non rispose subito, continu?a tagliare le patate e a metterle nella pentola.Poi prese dal frigo la fetta di?carne e la mise nella pentola dove l'olio gi era abbastanza caldo, prese da un cassetto due tovaglioli di stoffa e una tovaglia e, da un altro, due cucchiai e due forchette.Si pul le?mani alla guantiera, apr due o tre porticine, controll dentro come se cercasse qualcosa, ma non prese nulla.Da un cestino prese una mela e un mandarino.Pos tutto sul tavolo.Mi guard e poi abbass lo sguardo.Cosa vuoi che dica lo ha visitato ancora ieri, gli ha dato una?cura.Se la situazione non migliora entro fine settimana, ha detto, vuole cambiare cura, di nuovo.Poi rimpacchett la carne e la rimise in frigo.Lo riapr, controll qualcosa?sui ripiani bassi, chinandosi sulle ginocchia?e lo richiuse.Alz l'intensit del fornello, lo controll spostando la pentola, rimise la pentola sul fuoco e si sedette?sulla sedia, stanca.Sospir.Nonna, vedrai che la situazione migliorer, nonno forte, dissi io.Certo, non perdo le speranze, continu lei, ma qualche giorno fa successa una cosa davvero strana con tuo nonno.Mi prese la mano e inizio a raccontare.Era sera, lo avevo messo a letto, come tutte le sere.Lui non ha cambiato espressione.La stessa smorfia che aveva sulla poltrona, ha mantenuto nel letto.Sempre con gli occhi spalancati verso l'alto e sempre?con la bocca aperta.Gli ho messo il pigiama, gli?ho tolto le?calze, l'ho pettinato e l'ho coperto.Lui si adagiato?piano sul cuscino fresco.Avevo quel giorno fatto il cambio delle lenzuola.Ho avvicinato il dorso della mano prima sulla guancia e poi sulla fronte per tenere sotto controllo la temperatura del corpo.Era fresco, non c'era febbre, per fortuna.Ha battuto le palpebre velocemente e mi ha guardato.Aveva uno sguardo vigile e attento, davvero strano.?Mi ha preso la mano, l'ha stretta, poi l'ha poggiata sul petto e mi ha detto che qualsiasi cosa succeda lui mi amer per sempre.Qualsiasi cosa succeda, ha?ripetuto.Ho sentito nella sua mano tutto l'amore di una vita.Giorni e giorni passati nei campi e le sere a soffrire la fame.Ore e giorni nel granaio a sentire le bombe esplodere a qualche passo da noi.Erano altri tempi, dove l'amore era difficile dimostrarlo e lui non era neppure molto bravo in questo, nella dimostrazione pura, intendo, nei piccoli accorgimenti e nei piccoli gesti.?Ma lo sentivo, ogni santo giorno, ogni santissimo giorno, io sentivo il suo amore.Quando in modo burbero diceva che c'era poco sale nella pasta o che la carne era poco cotta, o che le camice non erano stirate perfettamente - il colletto, i polsini -, o che avevo fatto pochi dolci per Natale per voi nipoti.Era il suo modo di fare che avevo scelto sull'altare davanti a Dio e che amavo.L'amore che mi dava, e che io davo a lui, era il nostro pane quotidiano, ed era come la vita quando da mangiare non c'era niente e bastava solo una carezza per essere sazi, o anche solo uno sguardo, un suo mugugno.Quando mi ha preso la mano, quella sera,?stato come se avessi sentito penetrarmi tutto l'amore di sessant'anni insieme, tutto in un solo istante.Mi sono sentita mancare, mi mancava il respiro, lui mi teneva forte la mano, e mi sono seduta sul letto accanto a lui.Non capivo pi niente, ho sudato freddo e avevo qualcosa che si muoveva nello stomaco.Ho chiuso gli occhi per qualche istante, li ho riaperti e lui era l, di nuovo con la bocca aperta?e con lo sguardo assente, fisso sul soffitto.Quella notte non?ho dormito per niente, avevo tutto.Ero arrivata a quasi ottanta anni e dormivo in un letto con l'uomo che mi amava, l'uomo che mi ha dato tre figli?che amo.?L'uomo che risposerei domani e domani ancora.Lo risposerei per mille volte ancora.Io amo quel uomo, lo amer per sempre, disse indicando il salotto.E fu cos che mia nonna si lasci andare in un?pianto, ma non era malinconia o tristezza, era solo uno sfogo per tutti quei sentimenti che aveva accumulato in quei minuti raccontandomi quella strana storia.Io la abbracciai e lei mi strinse forte.????????Ora vado, nonna, dissi, ci vediamo domani.A domani, disse lei.La lasciai in cucina e tornai in salotto a salutare mio nonno.Ciao Nonno, io vado, ci vediamo domani, dissi.Lui rispose con un respiro pi ampio degli altri.Gli accarezzai i suoi capelli bianchi e gli tolsi un pelo da sotto l'occhio, gli sistemai il cardigan.Lui batt le palpebre e mi guard fisso negli occhi, vigile e attento.Trovati una brava ragazza, una che ti ami davvero.Stai attento a tutte queste scemette che ci sono in giro.Trovati davvero una che ti ama.Ora questa scelta non ti sembrer importante.Ma pensa a tutta la vita che ti aspetta, a tutti i problemi, a tutte quelle cose che si affrontano in due.Trovati una brava ragazza, una che ti ama e che tu ami.La mia vita non sarebbe stata la stessa senza tua nonna, la donna che amo e da cui mi sento amato, disse lui.Il giorno dopo mio nonno mor.Alle undici di mattina ricevetti al lavoro una telefonata di mio padre.Nonno ci ha lasciati, disse lui.Arrivo subito, dissi io.E vederlo l, immobile nella bara, attorniato da fiori bellissimi e cos tristi, senza il suo cardigan verdone, che si muoveva con i suoi respiri e che mi dava sempre la sicurezza di?non pensare al peggio,?mi faceva stare male.E sentivo in sottofondo frasi del tipo 'era un gran signore', 'non ci sono pi uomini cos', 'appena ho saputo della sua morte, ho pianto'.Sono quelle situazioni in cui non si provano tante emozioni, forse perch difficile considerarle reali.E' come se si vivesse in una terra di mezzo.Fiabesca.Il vero dispiacere si ha quando si diventa consci dell'accaduto, quando si fanno le piccole cose che ti palesano in ogni momento la mancanza della persona cara; la mia telefonata del sabato per dire ciao nonno come stai?, oppure quando mi profumavo con il dopobarba e irrimediabilmente pensavo a lui, al suo viso insaponato, alle melodie che fischiettava in bagno, prima di uscire per il paese la domenica mattina per andare in chiesa o al mercato della verdura il luned.Mia nonna, quel giorno, era tutta di nero.Aveva uno strano profumo, capelli bianchissimi, pettinati.Stringeva un rosario di legno e pregava.Le andai vicino e l'abbracciai.Lei pianse molto quel pomeriggio; iniziava a piangere con qualsiasi persona le andasse vicino per darle le condoglianze.Ma non era vera a proprio tristezza, lei era consapevole che non era un amore che finiva, che suo marito non stava morendo davvero, ma era una semplice mutazione.Tutto quello che era stato un amore terreno, iniziato quando ad una messa di domenica gli occhi azzurri di mio nonno incontrarono quelli neri di mia nonna, si stava trasformando in un amore eterno.Non ce l'aveva pi tra le sue braccia, non poteva pi toccarlo o accarezzarlo, mio nonno, ma era ormai cos scolpito nel suo cuore che ogni preghiera che recit, ogni cosa che mia nonna fece da qual giorno in poi, fu in onore di mio nonno, per il suo amore, per lui e basta.Il giorno dopo tornai a trovare mia nonna.Era sulla poltrona, quella che era sempre stata di mio nonno.Aveva in mano un libro di preghiere della sera e lo stesso rosario di legno.La baciai e mi sedetti di fianco.Lei disse Non capisco proprio dove trov le forze quella sera per rinnovarmi il suo amore per me, non lo capisco...e poi si mise?a piangere.Un raggio di sole, di un sole che tramontava, entr in salotto, illumin il grande mobile a parete e met divano, il tavolino di cristallo e la cornice d'argento?con la foto del matrimonio.Vedi?, mi disse, Vedi, questo un altro regalo di nonno.A lui piacevano molto i raggi del sole del tardo pomeriggio.Diceva che erano discreti ed eleganti.Proprio come piacevano a lui le persone, discrete ed eleganti.?Ora qui con noi, che ci venuto a salutare, lo vedi?Ora diventato ci che nella vita non potuto mai essere, un raggio di sole
Si, dissi io, lo vedo, nonna.Lei mi strinse il braccio e si accoccol vicino.Vi voglio bene, disse quel giorno, riferendosi a me e a mio fratello.Mia nonna sono ormai sette anni che vive sola, va a messa tutti i giorni e prega sempre per mio nonno.Io la vado a trovare quando riesco, e lei contenta anche cos.Oggi, prima di lasciarmi andare via, ha detto Vi voglio bene, lo sapete che vi voglio bene?.Io ero sul pianerottolo.Lo disse in un modo strano, come se quelle fossero le ultime sue parole.La notte ho dormito poco e male, ero preoccupato.La mattina appena sveglio le ho telefonato.Il telefono ha fatto molti squilli, stavo quasi per riagganciare e andare da lei.Pronto?, ha risposto.Buongiorno nonna, come stai?Tutto bene?, ho chiesto io.Si, perch?, ha detto lei.La mia mano ha sudato, mentre facevo una fatica da matti per non piangere. |
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